Pensieri in fuga
Non posso non amare il sole solo perchè non lo posso raggiungere, non posso non amare la vita solo perchè non ha una forma e un colore... non posso non amare l'amore solo perchè non è soltanto mio.
Le emozioni non tengono conto della realtà.... perchè altrimenti non potrebbero mai essere loro a rendercela più accettabile, non potrebbero mai essere loro a proteggerci da lei ed aiutarci a sfuggirla quando ci fa del male.
La vita può toglierci le scarpe, non la voglia di correre.
Time
Il tempo è denaro, ma non solo. Il tempo è denaro che esce a getto continuo dalle nostre tasche scucite, e non possiamo farci niente. Decidere dove, come e con chi impiegarlo è cosa di un istante, è una decisione su cui non ci possiamo soffermare,... [...]
Dare o avere?
La contabilità ha regole precise in questo senso... beata lei.
Nei rapporti invece credo che la situazione sia molto più confusa. Se un affetto è sincero, il dare e l'avere si fondono in esso, in un unico valore. Anche per le cose più concrete e materiali. Mi spiego: se una persona mi è veramente amica, se dico che farle un favore per me è un piacere, non lo dico solo per formalità.... lo è veramente. E nel momento in cui lo faccio, davvero sto dando e avendo al tempo stesso... anzi di solito la gioia di farlo è superiore al sacrificio che costa. Per questo sostengo che i veri amici si vedano nel momento del bisogno... ma del loro, non del mio.
Ma i favori materiali sono solo un effetto collaterale dell'amicizia. Quello che mi aspetto maggiormente di dare e avere è una consapevolezza, un feeling, qualcosa di assolutamente impalpabile.
E' la richiesta di un consiglio, è una presa in giro per ridere insieme, è un'occasione presa al volo per un incontro, è lo sfogo su un problema che non posso risolvere, ma sento l'ultima frase di un tono diverso dalla prima... è ciao come stai, avevo voglia di sentirti... è quanto di più semplice, veloce ed economico da fare, ma per durare nel tempo deve avere le fondamenta.
Ci sono persone che vedono la loro amicizia come un qualcosa da "dare" per poi sentirsi in credito col prossimo, e allora quando qualcosa non funziona dicono cose come "Ho dato troppo alla persona sbagliata"... senza domandarsi quale delle due sia la persona sbagliata.
Io credo che prima di sentirsi traditi o maltrattati sia giusto fare autocritica. Mi posso affezionare anche molto a una persona... se però per limiti miei non riesco a farmi voler bene da lei, trovo naturale che il rapporto fatichi a decollare, e anche che questa persona mi sottostimi o mi ignori. Ma per colpa mia... non sua.
Dopo tanto in "dare" e niente in "avere" non è sempre vero che si è stati derubati... di solito si è stati solo incapaci di dare.
Momento di tristezza
In momenti come questo mi prende un incontrollabile senso di tristezza. Mi sento come se tutte le persone che mi stanno intorno parlassero un'altra lingua, come se avessi un elastico intorno allo stomaco, e il dolore è reale come le lacrime che salgono quando resto da solo a pensare... e... [...]
Niente a che vedere
A questa età dovrei stringere il nodo della cravatta almeno quanto basta per impedire all'ultimo sangue bambino di raggiungere il cervello. Dovrei sentirmi arrivato, realizzato, dovrei credermi importante... almeno per qualcuno.
Dovrei pensare che chi è giovane adesso non sa niente della vita e l'ha sempre avuta facile, dovrei centellinare i miei consigli e le presunte perle di saggezza lasciando che i dubbi sia qualcun altro ad averli.
Dovrei bastare a me stesso, e non vagare in cerca di qualche avanzo d'affetto. Dovrei aprire il browser della posta con la speranza di leggere che un titolo ha guadagnato lo 0.7%... e non che su quella stessa riga apparisse un "Ciao, come stai?" da leggere finalmente con occhi sorridenti.
A questa età quattro accordi di rock dovrebbero darmi il mal di testa, non farmi battere il piede a terra.
Ma questa età non è proprio come la immaginavo.
Infinito
Lo spazio e il tempo… il loro essere infiniti. Ecco una cosa che da sempre un po’ mi affascina e un po’ mi spaventa. Da anni leggo racconti di fantascienza, attratto dagli espedienti degli autori che cercano di sovvertire la logica di queste due costanti a cui l’universo lega tutte le sue variabili.
Ma sono cose troppo più grandi della nostra immaginazione perché qualcuno possa supporre che cosa c’è un metro più il là o un’ora dopo al punto o all’istante più lontano che possiamo concepire.
Le teorie si sprecano, la fantasia galoppa, ma non c’è niente da fare… come il cervello è imprigionato nella scatola cranica, la mente non riesce a prescindere dall’idea che “dopo” o “prima” o “oltre” ci debba pur essere stato qualcosa. Ci siamo inventati il Big Bang… ok, ma il giorno prima che è successo? Ci siamo inventati l’universo pulsante... ok, ma tutto intorno a questa cosa che c’è?
Osservando la struttura di un atomo, non ho potuto fare a meno di accostare il nucleo con i suoi elettroni orbitanti ad una stella con i suoi pianeti, e immaginare un universo concentrico… cioè che il nostro sistema solare potesse a sua volta essere un atomo di chissà quale materia, di chissà quale organismo di chissà quali dimensioni. Questo potrebbe significare che, per qualcuno o per qualcosa, noi con le nostre opere che definiamo colossali (che ne so… ad esempio la Muraglia Cinese) saremmo… gli abitanti di un elettrone: qualcosa di infinitamente piccolo e assolutamente impercettibile. Allo stesso modo la nostra vita, anche quella di chi ha superato il secolo, anche quella della Sfinge che esiste da 6000 anni, è irrilevante nell’infinità del tempo. A prescindere dalla fede individuale, credo sia abbastanza comune la paura del baratro della morte, la prospettiva di non esistere più per l’eternità… eppure un’eternità l’abbiamo già trascorsa, nell’attesa di nascere. E forse non è un caso che tutte le religioni, antiche e moderne, abbiano la componente comune della vita eterna dopo la morte corporea. Probabilmente sono nate con la finalità di dare un senso all’esistenza, e contemporaneamente di accettare la consapevolezza di essere destinati a scomparire. Ma non è detto che invece non siano andate più o meno vicine a identificare un’entità che potrebbe effettivamente tirare le fila di tutto il meccanismo, ma anch’essa troppo più grande di noi per individuarne la natura al di là di qualche congettura più o meno supportata da testimonianze di manifestazioni.
A proposito della nostra incapacità sulle grandi misure, ho fatto un piccolo test. Ho chiesto a diversi miei amici che spessore potrebbe raggiungere un foglio di carta di 0,1 mm piegato su sé stesso per 50 volte. Nessuno si è nemmeno vagamente avvicinato alla soluzione esatta… che supera in scioltezza i 56 milioni di km !!!
Io e gli altri
Questo blog nasce da qualcosa che sta a metà strada fra una voglia e una necessità... o forse è solo un tentativo di mettere un po’ di ordine... proprio “qui dentro”.
Ma se c’è una cosa impossibile da incasellare e classificare sono proprio i sentimenti... eppure spesso cerchiamo di stratificarli, collocando le persone che fanno parte della nostra vita su diversi piani con etichette riferite a più o meno goffi tentativi di schierare i rapporti interpersonali in categorie come “Amico” o “Conoscente”... In realtà credo che non esistano linee nette di demarcazione tra i rapporti che ci legano alle persone che fanno parte del nostro mondo interiore. Io amo paragonare la complessità delle interazioni alla combinazione dei geni nel DNA, che produce un tale numero di possibilità da rendere ogni individuo praticamente irripetibile.
Ma poi passo in rassegna i miei affetti e mi ritrovo ancora una volta a cercare di interpretarne le origni, scomponendoli in simpatia, stima, piacevolezza, interesse...
Tutto inutile.
Ogni concetto mi cade nel momento in cui una persona cara mi sorride, mi saluta, si ricorda che compio gli anni o si preoccupa di come sto. In quel momento tutto è al top perchè avverto... qualcosa, qualcosa di indefinibile e non quantificabile... la gioia di sentirmi, anche in piccolissima parte, nel cuore di qualcuno.
Ho avuto un’adolescenza segnata da troppa solitudine per non capire, nella maturità, l’importanza di dare sempre l’anima negli affetti. Ho coltivato delle convinzioni che qualche volta probabilmente mi sono costate care... credo che per questo mio modo di pensare più di una persona mi abbia tacciato di ipocrisia. Ma io credo che sarei veramente ipocrita se mi mettessi a fare il cinico solo per sembrare più forte. Preferisco difendere i valori in cui credo, anche se sono anacronistici, anche se più nessuno ci crede, anche se daranno sempre modo a qualcuno di definirmi “buonista”... termine che odio, in quanto indice del limite mentale di chi dà per scontato che un approccio positivo con il prossimo debba essere sempre e comunque interessato, o quanto meno poco sincero.
Quante volte me lo sono ripetuto... i sentimenti sono patrimonio di chi li prova, e allora voglio viverli senza riserve e senza calcoli. Senza domandarmi cosa do e cosa ottengo, senza pretendere nulla da chi già mi offre la possibilità, in qualsiasi modo, di amare.


