Seduto su questo cordolo appena intiepidito dal sole... eccomi qui di nuovo, a bruciare qualche decina di minuti di una inutile domenica. Cellulare spento... possibilità zero di essere raggiunto da chiunque non sia già arrivato qui a bordo di qualche mio pensiero. Profumo miscelato di centinaia di fiori... ma se anche fosse uno solo probabilmente non lo saprei riconoscere. Silenzio... solo il richiamo delle rondini che stanno per andare via. Ma cos'avrà di così speciale questo posto? Perchè quando sono in difficoltà mi ci rifugio? La parte di mio padre che sta qui sotto non è quella che mi interessa, eppure lui qui è così presente... e forse ho ancora bisogno di sentire il suo sguardo addosso per riuscire a vedermi dentro e domandarmi, e capire, perchè da un momento all'altro mi metto a sentirmi così... solo. Di una solitudine bugiarda, che mi strangola fingendo di abbracciarmi.
Chissà quanti dei miei amici troverebbero stupido il mio modo di passare il tempo, su questo spigolo così scomodo, con un blocco sulle gambe e una penna in mano, a buttare giù tutto quello che mi viene in mente. Ma qui riesco ad uscire dalle mie convinzioni e vedermi come sono da fuori... come forse mi vedono gli altri... e non mi piaccio. Non è questo l'uomo, l'amico, la persona che vorrei dare a chi mi sta intorno.
Lo so... devo rialzarmi e guardare verso l'alto, devo voltarmi sorridendo a papà e andarmene a passo spedito, devo convincermi che questo sono io e devo esserne contento... ma ancora non me la sento. Inizio a smettere di scrivere, chiudo gli occhi e ci penso un po' su..............