Qui dentro

Quello che arriva, che passa o che rimane...

31/10: DAY ONE

Oggi ai pensieri di ogni giorno devo aggiungerne uno. Ho un'amica che sta regalando al mondo una nuova vita. Le cose più belle e più importanti sono state tutte già dette, gli auguri sono sempre gli stessi: che stia bene, che ti somigli, che cresca forte e possa prendere tutta la tua positività.

Ma soprattutto è bello pensare a quanto sia imponente, e di cosa sia capace, la cosa più semplice e più naturale del mondo: il miracolo quotidiano dell'amore.

Oggi hai reso ridicolo chi ha avuto l'ingegno per inventare armi capaci di distruggere migliaia di vite, ma non ne avrà mai abbastanza per riuscire a crearne una sola.

Amica mia, sei davvero grande.

Dare o avere?

La contabilità ha regole precise in questo senso... beata lei.
Nei rapporti invece credo che la situazione sia molto più confusa. Se un affetto è sincero, il dare e l'avere si fondono in esso, in un unico valore. Anche per le cose più concrete e materiali. Mi spiego: se una persona mi è veramente amica, se dico che farle un favore per me è un piacere, non lo dico solo per formalità.... lo è veramente. E nel momento in cui lo faccio, davvero sto dando e avendo al tempo stesso... anzi di solito la gioia di farlo è superiore al sacrificio che costa. Per questo sostengo che i veri amici si vedano nel momento del bisogno... ma del loro, non del mio.
Ma i favori materiali sono solo un effetto collaterale dell'amicizia. Quello che mi aspetto maggiormente di dare e avere è una consapevolezza, un feeling, qualcosa di assolutamente impalpabile.
E' la richiesta di un consiglio, è una presa in giro per ridere insieme, è un'occasione presa al volo per un incontro, è lo sfogo su un problema che non posso risolvere, ma sento l'ultima frase di un tono diverso dalla prima... è ciao come stai, avevo voglia di sentirti... è quanto di più semplice, veloce ed economico da fare, ma per durare nel tempo deve avere le fondamenta.
Ci sono persone che vedono la loro amicizia come un qualcosa da "dare" per poi sentirsi in credito col prossimo, e allora quando qualcosa non funziona dicono cose come "Ho dato troppo alla persona sbagliata"... senza domandarsi quale delle due sia la persona sbagliata.
Io credo che prima di sentirsi traditi o maltrattati sia giusto fare autocritica. Mi posso affezionare anche molto a una persona... se però per limiti miei non riesco a farmi voler bene da lei, trovo naturale che il rapporto fatichi a decollare, e anche che questa persona mi sottostimi o mi ignori. Ma per colpa  mia... non sua.
Dopo tanto in "dare" e niente in "avere" non è sempre vero che si è stati derubati... di solito si è stati solo incapaci di dare.